La medicina dei Greci e dei Romani

E’ in Grecia che vedremo la scienza prosperare in tutta la sua libertà. Tuttavia, qui, come all’inizio di tutte le civiltà, la religione gioca prima di tutto il ruolo predominante, la terapia è un misto di incantesimi, preghiere, inni e, a volte, rimedi molto efficaci. Orfeo è un musicista, poeta e medico allo stesso tempo; Galeno gli regala un libro sulla preparazione delle medicine; Melapio, che gode in Argolide della stessa reputazione di Orfeo in Tracia, guarisce Ifico con le medicine e la follia delle figlie di Pretus con l’elleboro. Sono gli dei che, in misteriosi santuari, fanno oracoli e, per bocca della sacerdotessa ispirata, indicano i rimedi da usare; i templi sono la scena delle guarigioni, e il malato mostra con tipi di ex-voto la sua gratitudine agli dei, ma allo stesso tempo il suo desiderio di essere utile ai suoi concittadini trascrivendo il rimedio che lo ha liberato dai suoi mali.

Sono state ricevute un gran numero di registrazioni. Sono stati documenti preziosi per i medici delle varie scuole (Medicina Antica). Vengono poi indicate applicazioni più dirette all’arte della guarigione senza l’intervento di formule magiche; metà delle personalità leggendarie, come il centauro Chirone, formano studenti le cui poesie del tempo e soprattutto le canzoni omeriche ci raccontano tutto sulla capacità di guarire i feriti dei loro eserciti. Quali sono esattamente i rimedi antidolorifici, le vulnerabilità di Machaon, Podalyre, Achille e Patroclus? E’ molto difficile da dire. Sprengel e molti altri dopo di lui hanno redatto il catalogo delle piante citate da Omero, la Flora Homeria, ma in questo elenco ci sono pochissime piante veramente officinali ed è difficile identificarle esattamente. Due specie in particolare, Moly e Nepenthes, sono state oggetto di numerose discussioni. Moly è un Allium, Nepenthes, l’oppio che gli egiziani già conoscevano? Niente potrebbe essere piu’ problematico.

D’altra parte, le sette filosofiche che hanno preceduto Socrate (i Presocratici) erano più o meno interessate alla medicina: Thales, Democrito, Empedocle, Pitagora, ecc. non trascurano né lo studio delle malattie né quello delle cure; tuttavia, ci sono pochissime nozioni farmacologiche di questa ricerca speculativa che sono più che sperimentali. Pitagora aveva familiarità con l’uso di una serie di medicinali; conosceva le seille e le proprietà di molti dei rimedi in cui questa pianta è stata utilizzata; elogiava il cavolo, la senape, ecc. I pitagorici usavano rimedi esterni in varie forme: lozioni, fomentazioni, unguenti. I filosofi ebbero quindi una notevole influenza sulla medicina e sulla farmacologia; ebbero il particolare merito di farla uscire dall’interno di templi e luoghi di mistero.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *